lunedì 9 luglio 2012

Libero.

Per una volta vorrei che tutto filasse liscio. Per una volta vorrei che i miei sogni e le mie speranze si realizzassero. Per una sola cazzo di volta vorrei impersonare la felicità e mostrare a tutti che io non sono un semplice oggetto, un fallimento ambulante. Io sono io e per una volta vorrei che tutti potessero capire come sono, capirmi, apprezzarmi. E' come se avessi tutto attorno un'aura, una bolla trasparente, dalla quale io non riesco ad uscire e nella quale nessuno è riuscito realmente ad entrare. Nessuno tranne Chiara ovviamente. La mia vita è un disastro e per una volta vorrei che ci fosse un lieto fine alla fine di queste pagine vuote che rappresentano ogni singolo giorno della mia inutile esistenza.


Sono circondato da stronzi inetti. Nessuno sa chi sono realmente. Nessuno. E in più mi costringete a fare ciò che volete? Non credo. E' vero. Nasciamo in catene. La nostra prima catena è il cordone ombelicale il quale ci incatena per 9 mesi dentro una cella. La seconda catena è quella dell'età. Non possiamo fare un cazzo prima perchè siamo troppo piccoli poi perchè siamo troppo grandi. E l'ultima catena, quella che dall'adolescenza ci terrà sempre avvinghiati nella paura è la catena del pregiudizio. Ma anche se nasciamo in catena io voglio volare. Io voglio essere libero. Voglio poter scrivere nei cuori delle persone a me care senza bisogno che qualcuno mi venga a dire che non posso. Io voglio essere libero. Libero come il vento che soffia. Libero come una stella. Libero.

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